L’edizione e tiratura

Negli ultimi anni si é sempre più consolidata l’abitudine, per gli autori che intendono offrire le loro opere al mercato dell’arte, di dichiarare una numerazione limitata, in genere, legata alla dimensione della stessa.

Non tutti gli autori del ‘900 numeravano e limitavano le stampe delle loro immagini così che i prezzi delle loro opere non sono “andati alle stelle” come per alcuni autori che hanno limitato la stampa delle loro opere. Se di un’opera si sa che ci sono in giro molte stampe il prezzo rimane stabile, quando non scende, mentre di un’opera che si sa essere limitata, secondo la legge della domanda e dell’offerta, il prezzo solitamente aumenta regolarmente fino ad arrivare ad un importo massimo per l’autore.

A volte capita di incontrare autori che dichiarano una dimensione e per quella dimensione una edizione limitata supponiamo di 10. Dopo qualche anno, finita l’edizione, ristampano la stessa immagine con dimensioni differenti ed una nuova edizione di 10, aumentando così il numero di stampe in circolazione. Gli acquirenti della prima edizione si sentiranno raggirati in quanto all’acquisto hanno avuto l’impressione di sapere in circolazione solo 10 stampe e non 20 ed il prezzo di un’opera limitata a 20 é sicuramente inferiore che la stessa opera limitata a 10.

Il numero massimo per la limitazione delle proprie stampe ultimamente si é sempre più abbassato arrivando per alcuni autori anche a 3 stampe per immagine. Questo per poter giustificare un prezzo di vendita più elevato.

A mio avviso una edizione normale potrebbe andare da un minimo di 3 ad un massimo di 15 stampe per immagine. Come scritto prima una edizione bassa aumenta proporzionalmente il prezzo di vendita insieme alla dimensione della stampa che, come vedremo nel prossimo paragrafo, più é grande e più il prezzo di vendita é elevato.

Più frequentemente si vedono autori che prevedono di stampare le proprie immagini con dimensioni diverse che vanno dal cm 30 x 40 fino ad arrivare alle gigantografie di alcuni autori che propongono opere che arrivano anche a 3, 4 metri di larghezza. (Queste opere, con il contributo della fama dell’autore, arrivano a stabilire prezzi record di vendita.)

Il collezionista che si affaccia al mercato ed intende acquistare fotografia d’autore, a volte rimane confuso per le innumerevoli possibilità che gli vengono sottoposte dai diversi autori.

Attualmente può capitare:

– l’opera non numerata

l’autore stampa a suo piacimento le opere che gli vengono richieste e decide di non stamparne più quando pensa che ce ne siano troppe. In questo caso i prezzi sono relativamente bassi e le differenti caratteristiche/qualità delle stampe aumentano o diminuiscono il prezzo;

– l’opera viene numerata progressivamente (poco usato)

l’autore stampa a richiesta e numera in progressione. In questo caso solo l’ultimo acquirente é al corrente di quante stampe sono state realizzate;

– l’opera viene limitata per una determinata dimensione

l’autore decide una o più dimensioni e per ogni dimensione decide un numero massimo di stampe da realizzare secondo richiesta.

Esempio:

un autore decide di realizzare una immagine con una dimensione piccola limitata a 10 ed una dimensione grande limitata a 5.

Questa possibilità, secondo me, é un limite per l’autore in quanto se gli vengono richieste le stampe grandi (che saranno più care di quelle piccole) potrà venderne solamente 5, mentre se i suoi acquirenti non hanno grosse possibilità finanziarie, una volta terminata l’edizione delle stampe piccole potrà offrire unicamente le grandi dovendo rivolgersi unicamente a clienti facoltosi e che hanno spazio per esporre le opere che acquistano.

Difficilmente un autore decide di stampare contemporaneamente tutte le stampe dell’edizione (per questioni di costi).

Nel caso di più dimensioni l’autore deve informare dell’esistenza delle diverse dimensioni e, dunque, della quantità massima di stampe che saranno realizzate per quella determinata immagine.

A volte gli autori si lasciano convincere da galleristi o collezionisti a realizzare stampe più grandi. Se ciò capita al momento della prima esposizione del lavoro rientra nell’informazione come dicevamo sopra, mentre se questo succede dopo che l’autore ha già venduto alcune opere numerate e a quel momento non era prevista nessun altra dimensione, dovrebbe informare i precedenti acquirenti di questa nuova decisione (operazione che a volte é troppo complicata)

-l’opera viene limitata con diverse dimensioni

in questo caso, che personalmente ritengo essere il metodo attualmente più applicabile, vengono decise più dimensioni, con prezzi naturalmente differenti, che secondo richiesta vengono realizzate e rientrano tutte in una unica numerazione.

Mi spiego meglio:

se decido di realizzare delle opere fotografiche con dimensioni di cm 40×50 e di cm 80×100 e limitare l’edizione di questa immagine a 15, nelle 15 devono essere comprese sia le stampe piccole (40×50) che le grandi (80×100) per garantire al collezionista che di quell’immagine non saranno offerte alla vendita più di 15 stampe. A seconda delle necessità saranno realizzate le stampe nella dimensione richiesta ed al prezzo stabilito secondo la dimensione.

Questo metodo slega il fatto che l’edizione sia applicata ad una sola dimensione ed informa meglio il possibile acquirente sulla quantità di opere che saranno realizzate.

Dunque per terminare e per seguire le richieste dei collezionisti che a volte spendono cifre importanti, a mio avviso il sistema migliore é quello di avere una sola edizione (vedi esempio sopra) che comprende tutte le possibili dimensioni.

Alcuni autori a volte iniziano a proporsi sul mercato con idee poco chiare facendo un pò di confusione. E’ sempre comunque possibile a mio avviso decidere, a partire da un dato momento, di cambiare metodo e fissarlo in modo diverso da quanto fatto in precedenza. Si può decidere che, per il lavori eseguiti a partire da un determinato anno, la numerazione sarà fissata in modo differente, senza però cambiare le numerazioni dei lavori eseguiti in precedenza.