15 gradi di imprecisione
William Fernando Apparicio Camacho


apertura
domenica 8 marzo 2026 h 11-13
fino al 26 aprile 2026
segue aperitivo

Che cos’è il tempo?

entrata libera
(da Via Gruetli)

Da oltre 35 anni CONSARC/GALLERIA è un punto di riferimento per la fotografia d’autore. Le nostre pareti hanno ospitato alcuni dei maestri che hanno costruito il linguaggio visivo del Novecento e questa eredità rimane il fondamento della nostra identità. Ma guardare al passato, per noi, significa anche proiettarsi costantemente nel futuro.
È con questo spirito che, negli ultimi anni, abbiamo intrapreso un percorso di naturale evoluzione verso l’integrazione del linguaggio fotografico nel più ampio e vibrante dialogo dell’arte contemporanea.
Un percorso che ci ha portato a invitare anche artisti provenienti da altre discipline – pittori, grafici, performer e film-maker – che scelgono la fotografia non come fine, ma come mezzo, come traccia, come concetto. Abbiamo voluto esplorare ciò che accade quando lo sguardo di un “non solo fotografo” incontra la tecnica fotografica, spostando i confini e arricchendo la nostra visione.
È esattamente in questo solco di ricerca che si inserisce 15 gradi di imprecisione, prima mostra personale di William Fernando Aparicio Camacho in Svizzera, in programma dall’8 marzo al 26 aprile 2026.
William Aparicio, artista di origine colombiana, con formazione accademica, che vive e lavora a Milano da qualche anno non usa la fotografia per raccontare una storia, ma la integra in un universo espressivo più complesso che comprende installazioni e video. Il suo obiettivo – come anticipato – è creare una traccia ed interrogare la natura stessa del tempo, tema cardine della sua ricerca e concetto tanto sfuggente quanto universale.
Le opere in mostra non sono semplici istantanee, ma ambienti e costrutti visivi da esplorare. Nelle installazioni, lo spazio diventa parte integrante dell’opera, avvolgendo lo spettatore, nei video, il tempo non è più un istante bloccato, ma diventa durata, flusso, ripetizione. Fotografie, oggetti e proiezioni sono gli elementi base di quelle che potremmo definire metafore del tempo, dove la quarta dimensione viene catturata, stratificata, bloccata o, al contrario, dilatata.
Con 15 gradi di imprecisione, CONSARC/GALLERIA prosegue nel compito che si è data di promuovere la fotografia non come un’isola, ma come un arcipelago connesso a tutte le altre arti, nella consapevolezza che lo sguardo di un artista, a prescindere dal suo medium principale, può rivelare verità inaspettate.
La mostra sarà inaugurata domenica 8 marzo 2026, dalle 11 alle 13, in presenza dell’artista.
CONSARC/GALLERIA
Guido Giudici
Che cos’è il tempo? Per alcuni anni ho avuto questa domanda senza trovare una risposta precisa. Siamo fatti di tratti di presente, ripensiamo il passato, immaginiamo il futuro. Di 15° è lo spostamento di un punto sulla terra in un’ora di rotazione. L’orologio è la macchina speciale per l’immaginazione e mi invita a pensare dall’interno del dispositivo, le sue lancette sono l’indice di un’astrazione sulla rotazione della terra, la sua precisione è una conquista della tecnica. La mia ricerca artistica riflette sull’impossibilità di immaginare un tempo solo e lo fa attraverso vari esperimenti poetici; il pennello, la macchina fotografica e lo scanner sono macchine di gioco che alimentano la mia curiosità mentre ci si interroga sull’ora.
Nella durata e nell’insistenza ho messo la mia esperienza sensibile, che si domanda sull’adesso nell’impossibilità di fermare il tempo. Cerco di collocare trappole di accumulo e quantificazione dinanzi all’inafferrabile. La materia dei miei esperimenti poetici con il tempo e la sua sfuggente materializzazione, utilizza diversi elementi come immagini, disegni, video e oggetti posti nello spazio che formano segni di inchiostro, tracce di luce e polvere. Il mio essere-lì gettato nella sperimentazione plastica che oscilla più volte.
Protette dalla cassa dell’orologio le lancette si muovono alla giusta velocità per segnare l’ora. Le lancette delle ore, dei minuti e dei secondi funzionano con precisione. Le mani all’esterno del meccanismo non hanno la loro preziosa sincronizzazione. Per diversi mesi ho raccolto questi piccoli pezzi da diversi meccanismi. Come esperimento, ho vuotato la mia collezione di lancette d’orologio sul vetro dello scanner; molti piccoli elementi sono saltati sul vetro e con delle pinzette da orologiaio ho costruito delle linee di scrittura temporanee e impossibili da leggere. Le lancette dell’orologio sono state digitalizzate centinaia di volte per formare un’animazione in cui la marcatura e il senso del tempo della macchina scompaiono.
I giorni passano, le ore sono messe in cerchio, un giorno ha 1440 minuti. “Somma di minuti” è una serie composta da 1440 disegni, uno realizzato per ogni minuto del giorno in cui l’ora di esecuzione del disegno viene accumulata secondo il processo di realizzazione: sul tavolo sono stati stesi 24 fogli da disegno di uguale formato, in ognuno dei fogli è stato collocato un meccanismo di orologio da parete che aveva solo la lancetta dei secondi e alla sua estremità è stato legato con un cordoncino un pennello. Un cronometro esterno è stato sincronizzato e il nuovo dispositivo -spazzola-per-orologi è stato caricato con l’inchiostro. I dispositivi hanno cominciato a fare disegni, il tempo era contato per minuti, sono diventato un osservatore del tempo che ha ricaricato il dispositivo con l’inchiostro. La grafica è il risultato della stampa dell’inchiostro attraverso il tempo, ogni disegno è diverso, nessun minuto della nostra vita può essere ripetuto.
Un giardino di polvere punta all’infinito, mi interessa il gesto della macchina nel caso dell’ora. Sulla superficie di un tavolo bianco 24 orologi ruotano in senso antiorario e spazzano la polvere nera senza interruzioni; funzionano grazie all’energia che aziona il macchinario. Le tracce sono spazzate via dal vento, volano. La nostra presenza finita è legata al cosmo, il nostro ora è carico di una singolare energia, immaginiamo il tempo, siamo il tempo, siamo nel mondo a scrivere la nostra biografia.
William Fernando Aparicio Camacho
  
Esercizi sull’infinito 2017/2026
Fotografia e stampa digitale, ed.3, cm 80×80,
dalla serie 15 gradi di imprecisione
  15° di Imprecisione 04 – 2016/2026
Fotografia stampa digitale, ed.5  cm 60×50

15° di Imprecisione 05 – 2016/2026
Fotografia stampa digitale, ed.5  cm 60×50
dalla serie 15 gradi di imprecisione

       

15° di Imprecisione 05 – 2016/2026
Fotografia stampa digitale, ed.5  cm 13 x 18
dalla serie 15 gradi di imprecisione