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05, 2026
Circa bigio54
Questo autore non ha riempito alcun dettaglio.Finora bigio54 ha creato 65 post nel blog.
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04, 2026
IncontroZanchiAparicio
bigio542026-04-14T18:47:36+02:00SUL TEMPO
Mauro Zanchi
in dialogo con
Wiliam Aparicio
Domenica 26 aprile 2026
Sabato 18 aprile 2026
ore 17.00
entrata libera
segue aperitivo
L’ora imprecisa
tempo, deriva e immagine
15 gradi di imprecisione è il titolo della mostra in corso alla CONSARC/GALLERIA e si riferisce allo spostamento dell’asse terrestre in un’ora. Quel movimento infinitesimale, costante, quasi impercettibile è l’«errore» che rende possibile ogni misura. Perché nessun orologio potrà mai cancellare quella differenza. Il tempo, ci dice il titolo, non è mai esattamente quello che segniamo.
Le opere di William Aparicio raccontano questa imprecisione costitutiva. Frammenti fotografici si incastrano in meccanismi di orologi smontati, non per fermare il tempo, ma per mostrarne il continuo scarto. Ogni ingranaggio è una promessa mancata di esattezza: ogni fotografia è un attimo che non c’è più.
Per Henri Bergson il tempo vissuto è una «durata reale» che la misura meccanica tradisce sempre. Per Carlo Rovelli non esiste un tempo universale, ma solo fenomeni locali, prospettici, termici. Il tempo è un’illusione necessaria, una convenzione che ci tiene ancorati al mondo.
Paul Ricoeur parlava del tempo come «narrazione», un intreccio di memoria: attesa e presente.
Come ci ricorda il film Lucy di Luc Besson: «Il tempo è l’unica vera unità di misura. Dà prova dell’esistenza della materia. Senza il tempo, noi non esistiamo.» Viviamo allora in una tensione irrisolta: senza tempo non siamo, ma il tempo che abbiamo è perennemente impreciso.
Martin Heidegger lo pensava come l’orizzonte del nostro esserci, quel «non essere più» e «non essere ancora» che ci definisce. I 15 gradi di imprecisione sono il respiro del mondo, il margine di libertà dentro la necessità, l’oscillazione che rende ogni istante unico.
Il critico d’arte, curatore e saggista Mauro Zanchi e l’artista William Aparicio si confrontano su questo tema: non per dare risposte, ma per esplorare insieme una domanda. Come si raffigura un tempo che è per sua natura impreciso? Cosa accade quando la fotografia – che pretende di fermare il reale – si allea con gli scarti silenziosi di orologi, già sconfitti dalla loro stessa meccanica?
L’appuntamento è in galleria, dove ogni scatto, ogni ingranaggio, ogni grado di imprecisione racconta l’unica verità forse possibile: che il tempo non si possiede, si vive.
Mauro Zanchi
è critico d’arte, curatore e saggista. Dirige il museo temporaneo BACO (Base Arte Contemporanea Odierna), a Bergamo, dal 2011. Attualmente insegna storia dell’Arte e della Fotografia nel Centro Bauer a Milano e nella Libera Accademia di Belle Arti (LABA) a Brescia. È coordinatore dei corsi triennali e biennali di Fotografia alla LABA di Brescia.
Ha curato mostre personali di David Adamo, Francesco Arena, Mario Cresci, Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Annika Kahrs, William Kentridge, Daniel Knorr, Israel Lund, Navid Nuur, Adrian Paci, Dan Rees, Guido van der Werve.
Suoi saggi e testi critici sono apparsi in varie pubblicazioni edite da Giunti, Silvana Editoriale, Electa, Mousse, Postmedia Books, CURA, Skinnerboox, Mimesis, Humboldt Books, Officina Libraria, Moretti & Vitali e Corriere della Sera.
Alcune pubblicazioni recenti: “Metafotografia 1+2+3” (Skinnerboox, 2019-2021), “Arte ed eros” (Giunti, 2020), “Arte e alchimia. Dall’antico al contemporaneo” (Giunti, 2021), “Arte e gioco” (Giunti, 2022), “La fotografia come medium estendibile” (Postmedia books, 2022), “Le insidie delle immagini” (Postmedia books, 2022), “Arte e bruttezza” (Giunti, 2023), “I sette Palazzi Celesti di Kiefer” (Postmedia books, 2024), “Arte e ironia” (Giunti, 2025). Scrive per Art e Dossier, Il Giornale dell’Arte, Antinomie, Doppiozero e ATPdiary.
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PanoramiCinematografici
bigio542026-02-06T18:06:35+01:00PANORAMI CINEMATOGRAFICI
Mirko ARETINI
Silvano REPETTO
Gian Paolo MINELLI
APERTURA
DOMENICA 30 Novembre 2025 h 11-13
Fino al 8 febbraio 2026
prolungata fino al 15 febbraio 2026
Finissage
Domenica 15 febbraio 2026 ore 11-13
Chiusura di fine anno
dal 24 Dicembre 2025 al 6 Gennaio 2026
POETICO RESPIRO
L’uomo e il tempo: riflessioni d’artista
di Mirko Aretini – 2014
SABATO 24 gennaio 2026 Ore 17.30
ENTRATA LIBERA
(da via Grutli)
Panorami Cinematografici
Domenica 15 febbraio 2026
H 11-13
Installazione di
William Aparicio
8 marzo 26 aprile 2026
Mauro Valsangiacomo
25-28 febbraio 2026
Presentazione
Sabato 28 febbraio 2026
ore 17.30
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09, 2025
35anni
bigio542025-09-15T11:51:32+02:00





28 06 1990 – 28 06 2025
35 anni di passione
per la Fotografia e le Arti visive
35 anni di passione per la Fotografia e le Arti visive
Il 28 giugno 1990, la CONS ARC di Chiasso di Daniela e Guido Giudici apriva i suoi spazi dedicati alle mostre con l’esposizione delle fotografie del grafico ed incisore svizzero Max Huber (1919 – 1992). Era la mostra inaugurale della CONS ARC (acronimo di CONservazione ARChivio). Quel giorno prendevano il via sia la Galleria che il Laboratorio.
Queste due attività, portate avanti in parallelo, hanno costituito il fulcro della CONS ARC: la Galleria, negli anni, ha fatto conoscere e divulgato la Fotografia d’autore; mentre il Laboratorio ha introdotto nuove modalità, fornendo i giusti materiali per l’archivio, la conservazione e la valorizzazione di fotografie e stampe d’arte.
Oggi la CONS ARC celebra un traguardo importante, unico nel panorama ticinese, 35 anni di attività all’insegna della qualità, della ricerca e della divulgazione culturale in campo fotografico.
Il Laboratorio, gestito dai coniugi Giudici fino al 2020, con la sua specializzazione nella tutela della memoria, è diventato un punto di riferimento per professionisti, istituzioni e appassionati, alla ricerca di soluzioni affidabili per la giusta conservazione e valorizzazione di fotografie, opere su carta e documenti storici. Grazie a specifiche competenze tecniche e alla scelta di materiali selezionati, la CONS ARC ha saputo soddisfare le esigenze per presentare e preservare il patrimonio artistico e fotografico offrendo soluzioni adeguate e spesso all’avanguardia.
149 mostre e una galleria che ha segnato la storia della divulgazione della fotografia in Ticino
Parallelamente al Laboratorio, la Galleria CONS ARC si è affermata come uno spazio espositivo dinamico e innovativo, dedicato alla fotografia d’autore. In questi primi 35 anni sono state allestite 149 mostre, ospitando lavori di artisti affermati, come, per esempio, Alberto Flammer (CH – 1938-2023), Massimo Vitali (I – 1944) e Gabriele Basilico (I – 1944-2013), e artisti emergenti come Igor Ponti (CH – 1981), Alessandra Calò (I – 1977) e Christian Tagliavini (CH – 1971), con un’attenzione particolare al paesaggio e alla fotografia di architettura. Ogni esposizione ha raccontato una storia, offrendo al pubblico nuove prospettive sul linguaggio fotografico e molti spunti di riflessione sulle arti visive. Negli anni più recenti spesso sono stati invitati artisti che hanno utilizzato il linguaggio fotografico realizzando vere e proprie opere d’arte visiva quali Mariapia Borgnini (CH – 1952), Beat Streuli (CH – 1957), Annelies Štrba (CH – 1947) o Francine Mury (CH – 1947).
Contemporaneamente sono stati organizzati workshop, incontri e proiezioni di video/film cercando di ampliare l’offerta culturale per un dibattito attivo e proficuo sulla fotografia d’autore.
In questa prospettiva la CONS ARC, dopo l’esperienza dell’Autunno Fotografico (1996/2000) ha co-fondato nel 2004 la Biennale dell’Immagine di Chiasso, che in Ticino e a livello nazionale e internazionale, si è fatta conoscere per le proposte espositive di interesse internazionale con nomi di conosciuti artisti contemporanei e autori storici. Dal 2018 il comitato organizzativo dell’associazione ha lasciato il testimone a un nuovo comitato.
Un futuro radicato nella tradizione
Oggi come ieri, Guido Giudici, dopo la scomparsa di Daniela nel 2024, con la CONSARC/GALLERIA prosegue la sua missione con lo stesso spirito pionieristico, unendo sapere tecnico e visione culturale.
Il sito web (https://galleriaconsarc.ch) è una finestra su questo percorso, con archivi, risorse e informazioni sulle iniziative passate, su quelle in corso e quelle in programmazione.
Un ringraziamento va a tutti i fotografi, gli artisti, collezionisti e visitatori che in questi anni hanno contribuito a rendere possibile questo incredibile viaggio nell’arte e nella conservazione della Fotografia d’autore.
Guido Giudici
giugno 2025
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IncontroTascaTrentinAccossato
bigio542025-09-08T18:23:20+02:00
Fabio Tasca dialoga con
Katia Accossato e Luigi Trentin
ACT Studio Architettura, Chiasso
Giovedì 11 maggio 2017, ore 18.30
entrata libera
Enews-2017-01
TOPOGRAFIE
Fotografie di Fabio Tasca
26 03 2017 – 13 05 2017
I CONTI IN TASCA.
Sguardi incrociati tra Fabio Tasca, Katia Accossato e Luigi Trentin.
Le fotografie di Fabio Tasca sono particolarmente interessanti dal punto di vista di un architetto attento alle trasformazioni del territorio contemporaneo.
Se Wenders poteva affermare nel 1991, di fronte ad un pubblico di architetti di Tokyo, che “il cinema è una cultura urbana, nata sul finire del secolo scorso e cresciuta parallelamente all’espansione delle metropoli. Il cinema e le città sono cresciute e diventate adulte insieme, e i film sono testimonianze dei grandi mutamenti che hanno trasformato le eleganti città del fine secolo delle difficili e nevrotiche megalopoli odierne” (Wim Wenders, The Urban Landscape, ora in: id., L’atto di vedere. The Act of Seeing, Ubulibri, Milano 1992) basta sostituire la parola fotografia alla parola cinema e non siamo forse molto lontani dallo “stato delle cose”, per proseguire nel citare il maestro del cinema tedesco.
Ovviamente lontana da ogni intento documentaristico, la fotografia di Tasca riporta brevi spezzoni di un territorio che cambia continuamente sotto i nostri stessi occhi, spesso resi insensibili nel registrare le mutazioni in atto a causa di un effetto di sovraesposizione; le cose cambiano senza lasciarci il tempo di realizzare. Ma se gli episodi urbani e paesaggistici cambiano nella loro materialità – ecco un edificio che compare dove per secoli vi era un campo, altrove una strada asfaltata corre tagliando vecchi percorsi che si snodavano tra un podere e l’altro – degli oggetti colti dallo sguardo fotografico cambia il senso. Ecco allora che una casa non è più soltanto una casa, ma è qualcosa di diverso, di sottilmente ambiguo, di ibrido (casa-capannone, casa-albergo, casa- showroom di mobili…). Alla relazione di distanza e prossimità (centro – periferia, città – campagna) si sostituisce una situazione di adiacenza (una sequenza ininterrotta: campo, muro di recinzione, abitazione, fabbrica, orto, svincolo stradale, altro campo…).
Tutto questo, nell’occhio della camera di Fabio Tasca viene colto come se fosse ai margini del campo visivo, in maniera quasi involontaria, mentre l’attenzione è rivolta alla composizione dell’immagine e alla sua qualità.
Per questa ragione il suo lavoro diventa ancora più interessante e il suo sguardo di fotografo incontra il nostro di architetti.
BIOGRAFIE
Luigi Trentin
è professore a contratto di Progettazione Architettonica (Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni, Campus Leonardo) e di Elementi di Disegno (Scuola del Design, Campus Bovisa) presso il Politecnico di Milano. Dopo aver svolto il Dottorato (PhD) presso lo stesso Ateneo ha insegnato anche in altre Scuole tra cui l’Università degli Studi di Pavia e l’Accademia di Architettura di Mendrisio. Ha pubblicato articoli e saggi su riviste nazionali e internazionali con particolare attenzione per gli strumenti di rappresentazione. Nel 2004 fonda con Katia Accossato lo studio ACTarchitettura, con sede a Chiasso (CH). Lo studio si occupa di progettazione a varie scale, partecipando a numerosi concorsi e ricevendo diversi premi.
Katia Accossato è professoressa a contratto di Architettura del Paesaggio (Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni, Campus Leonardo) del Politecnico di Milano. Dopo aver conseguito il Dottorato (PhD), nel 1999, presso lo IUAV di Venezia, ha insegnato presso il Politecnico Federale di Zurigo, L’Accademia di Architettura di Mendrisio e la Hochschule di Vaduz (Liechtenstein). E’ stata redattrice delle riviste svizzere “Rivista Tecnica” (1997) e “Archi” dal 1998 al 2004, anno in cui ha fondato con Luigi Trentin ACTarchitettura, con sede a Chiasso (CH). Lo studio si occupa di progettazione a varie scale, partecipando a numerosi concorsi. Ha pubblicato diversi articoli e libri sull’architettura del XX secolo e saggi teorici sulla percezione dello spazio.
Architetti
Katia Accossato
Luigi Trentin
Via F.Borromini 1
CH-6830 CHIASSO
www.actarchitettura.com
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07, 2025
F-1386 N-1387
bigio542025-10-17T11:58:06+02:00F-1386 N-1387
Fabio Tasca – Giuseppe Chietera
APERTURA
DOMENICA 21 settembre 2025 h 11-13
Fino al 16 novembre 2025

Mese Svizzero per la Fotografie 2025
incontro
ARCHITETTURE SILENZIOSE – 2
Luigi Trentin
in dialogo con Giuseppe Chietera e Fabio Tasca
presentazione del catalogo
SABATO 18 ottobre 2025 ore 17.00
ENTRATA LIBERA
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05, 2025



























